La plastica (2005)

Buongiorno.

Se vuoi te lo racconto. Anche se nel silenzio. Si’ perche’ il silenzio non posso violarlo. C’e’ bisogno di silenzio, di calma, di mare, di vuoti. Nella mia testa piu’ che in qualunque altro posto.

Niente puntini sospensivi oggi. Tutto un po’ piu’ squadrato del solito perche’ il dolore e’ secco e mai morbido.

Sono nata privilegiata. Per un milione di motivi che non sto qui a dirti. L’inutilita’ della mia esistenza e’ uno schiaffo in faccia. E non se ne puo’ parlare. Perche’ e’ peccato. Perche’ infastidisce. Perche’ fa stare male gli altri. Perche’ e’ noioso.

Tutto vero. mM l’inutilita’ non e’ una verita’ esterna e immutabile. Non e’ un lamento di un’anima persa e suicida. E’ piuttosto un muro di vetro in un labirinto. Una situazione da cui sai di poter uscire se solo fossi in grado di trovare la stracazzo di porta. E allora ci penso. Magari c’e’ una strategia per trovarla. Magari questo fallimentare andare a tentoni ha avuto il suo senso. Quale, ancora non mi e’ chiaro. Se sapessi scrivere o suonare o recitare forse potrei fare a meno di questi folli ingorghi emotivi che mi strangolano a tradimento. Forse.

Ma in ogni caso non so ne’ scrivere ne’ cantare ne’ recitare e quindi mi limito a dirtelo. E torno al silenzio.

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